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Interrogato sulla primavera araba, il Papa Benedetto XVI ha detto: “Di per sè la primavera araba è una cosa positiva” ma ha anche subito precisato che “il grido della libertà” comporta sempre “un pericolo”, quello di dimenticare che “la libertà umana è sempre una libertà condivisa” che suppone “la tolleranza dell’altro”. Il Papa non vede dunque un avvenire “per il rinnovamento della dignità araba”senza i cristiani arabi.

Il Papa Benedetto, simbolicamente, è venuto in tutto il Medio Oriente. E’ a questo riguardo che egli ha donato, durante il recente viaggio in Libano nel settembre 2012, ai 15 milioni di cristiani d’Oriente l’esortazione apostolica “Ecclesia in Medio Oriente” vera tabella di marcia redatta circa due anni dopo il sinodo dei vescovi tenutosi in Vaticano nell’autunno 2010, appena prima della Primavera araba.

Il 6 settembre il Papa Francesco aveva esortato la Chiesa intera alla preghiera e al digiuno per ottenere la Pace in Medio Oriente.

I cristiani non devono partire

Il Vaticano è molto preoccupato per l’esodo dei cristiani dalla regione. Non rappresentano più che il 5% della popolazione rispetto al 20% di un secolo fa. Così il Papa ha esortato i cattolici a non abbandonare la terra dei loro padri “mentre per necessità, stanchezza o disperazione, dei cattolici nativi del Medio Oriente si decidono per la scelta drammatica di lasciare la terra dei loro antenati, la loro famiglia la loro comunità di fede, altri, al contrario pieni di speranza, fanno la scelta di restare nel loro paese e nella loro comunità . Li incoraggio a consolidare questa bella fedeltà ed a rimanere stabili nella fede” (n. 35).

Il Papa ha raccomandato agli ebrei, ai cristiani e ai musulmani di “sradicare il fondamentalismo religioso” che secondo lui rappresenta una minaccia “mortale”.

Il Libano come modello

Il Libano è chiamato ad essere “un esempio” di coabitazione pacifica tra le religioni. Segnato dal ricordo di una guerra civile interconfessionale tra il 1975 e il 1990, il Libano è condiviso tra cristiani – un terzo della popolazione ripartito a sua volta tra una dozzina di chiese – e musulmani, maggioranza di una popolazione di quattro milioni di abitanti. Questi ultimi sono divisi tra sciiti, sunniti, alauti e drusi.