Medjugorje – Commento al messaggio del 25 ottobre 2026
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Il messaggio ci offre una lettura quanto mai urgente e attuale del tempo che stiamo vivendo. La Madonna ci invita a guardare oltre gli avvenimenti e le tensioni internazionali, per riconoscere la radice più profonda dei conflitti: il cuore dell’uomo. È lì che si accende il fuoco dell’odio quando a causa dell’allontanamento da Dio l’egoismo, la sete di potere e la ricerca dei propri interessi prendono il sopravvento.
Non è un tema nuovo nei messaggi di Medjugorje che più volte lo hanno richiamato: *«Le guerre regnano nei cuori e nei popoli perché, figlioli, non avete pace e non vedete nel vostro prossimo il fratello»* (25 marzo 2019). E ancora: *«Il mondo è in guerra perché i cuori sono pieni di odio e di gelosia»* (25 novembre 2019).
Le guerre che insanguinano il mondo non nascono soltanto da decisioni politiche ma sono il frutto di cuori che hanno smarrito la pace, che non riconoscono più nell’altro un fratello e che finiscono per giustificare ogni cosa pur di difendere il proprio tornaconto.
La battaglia per la pace, dunque, comincia dentro di noi. Non possiamo chiedere che il fuoco dell’odio si spenga nel mondo se permettiamo che continui ad ardere nei nostri pensieri, nelle nostre parole, nei nostri giudizi e nelle nostre relazioni.
Di fronte a questa realtà, la Madonna non ci chiede di limitarci a deplorare il male o a pregare perché siano gli altri a cambiare. Ci affida una missione precisa: *«Siate preghiera e le mie mani tese d’amore e di pace»*. Essere preghiera significa fare in modo che il nostro rapporto con Dio coinvolga tutta la vita, trasformando il nostro modo di pensare, di parlare e di agire. Essere le mani tese della Madre significa portare il suo amore proprio là dove prevalgono l’indifferenza, la divisione, il rancore e l’ostilità. Un’esortazione accorata che la Madonna ci ha rinnovato più volte, anche recentemente: *«Mentre le tenebre e l’inquietudine regnano in molti cuori, voi, figlioli, siate preghiera e le mie mani tese d’amore»* (25 luglio 2026).
C’è poi, nel messaggio di questo mese, un passaggio particolarmente drammatico: Dio desidera donarci la pace, ma noi non la vogliamo. Come è possibile rifiutare un dono tanto prezioso? Lo facciamo ogni volta che preferiamo il nostro orgoglio alla riconciliazione, il nostro interesse al bene comune, il risentimento al perdono, la contrapposizione alla fraternità. La pace di Dio non ci viene imposta: chiede di essere accolta, e per accoglierla dobbiamo lasciare che i messaggi si trasformino in vita: *«In questi anni vi ho invitato a pregare e a vivere quello che vi dico, ma voi vivete poco i miei messaggi. Voi parlate ma non vivete: è per quello, figliuoli, che questa guerra dura così a lungo»* (25 ottobre 1993).
Per questo la Madonna ci chiede di pregare *«più intensamente e di più»*. Non si tratta soltanto di aumentare il numero delle preghiere, ma di pregare con maggiore fede, perseveranza e disponibilità alla conversione perché la pace possa dimorare innanzitutto nei nostri cuori e nelle nostre famiglie per poi raggiungere anche *«coloro che sono lontani dal suo cuore materno»*. È questa la risposta concreta che la Regina della Pace attende da noi.
Il messaggio si conclude, tuttavia, con una promessa di vicinanza e di speranza: *«Sono con voi e prego affinché la pace prevalga e regni in ogni cuore»*. In un tempo segnato da tanta oscurità, la Madonna non ci lascia soli. La sua presenza materna ci sostiene e ci invita a non cedere allo scoraggiamento. A noi è richiesto solo di affidarci a Lei: *«Il mio Cuore Immacolato non lascia nessuno di voi nell’inquietudine se ricorre a me»* (25 febbraio 2021).
O Regina della Pace e Madre nostra, a te rivolgiamo il nostro sguardo mentre il fuoco dell’odio e delle guerre continua a bruciare i cuori degli uomini. Spegni in noi la tentazione del piccolo tornaconto, dell’orgoglio che divide e del giudizio che ferisce. Rendici capaci di accogliere il dono della pace che Dio desidera donarci e che noi troppo spesso rifiutiamo. Fa’ di noi una preghiera vivente e trasformaci nelle tue mani tese d’amore per diventare strumenti umili e capaci di raggiungere anche i cuori più feriti e lontani.
Angelo Masciello
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