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Ormai sappiamo tutti che Dio è Amore e tutto ciò che crea lo fa per amore e per un fine buono. Egli, dopo aver creato gli Angeli (spiriti celesti, senza corpo) e le bestie (esseri dotati di un corpo animale, ma senza spirito), l’Eterno realizza il progetto di creare l’uomo, in cui sono presenti sia il corpo animale (dotato di intelligenza razionale), sia l’anima spirituale eterna.

Si tratta di una creatura veramente speciale perché il suo spirito puro fornisce un’energia santa a tutto il corpo (che diventa un prezioso strumento al servizio dell’anima), mentre lo spirito, costantemente rivolto a Dio, fa dell’uomo un essere pieno di amore e di vera sapienza. La Grazia dell’Altissimo riposa in lui e gli consente quel rapporto filiale che gli trasmette una grande beatitudine. Così egli, nella comunione d’amore col Padre, trova ogni pienezza.

Ma il progetto di Dio è molto più ampio: “non è bene che l’uomo sia solo…”. Ecco dunque la donna, creatura simile (non uguale, perché nella differenza c’è la ricchezza e nella complementarietà la completezza) a lui e pari nella dignità. La Scrittura precisa: “Maschio e femmina li creò, a immagine di Dio li creò… Dio vide che ciò che aveva fatto era cosa buona” (Gn). Il Signore dunque è pienamente soddisfatto della sua opera perché nel suo progetto c’è la nascita di un’umanità sublime.

Ma che vuol dire “a immagine di Dio”? Vediamo l’uomo dotato di intelligenza, volontà, libertà e fornito di una meravigliosa creatività. Sempre immerso con il suo spirito in Dio, ne riceve la pienezza di ogni dono di Grazia. Riceve dall’Altissimo una grandiosa missione: Dio li benedisse con queste parole: “Siate fecondi, diventate numerosi, popolate la terra. Governatela e dominate sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, e su tutti gli animali che si muovono sulla terra!” (Gn). 


Questo è ciò che l’Eterno aveva concepito nella sua mente: l’uomo creato per essere collaboratore di Colui cha ha creato e regge l’universo, non come un despota ma come coordinatore (disinteressato, senza motivi egoistici) in grado di agire con sapienza ed intelligenza per cercare di rendere sempre più bello ed efficiente ciò che è: costruire, organizzare, armonizzare sia la natura che gli esseri viventi. La missione più importante sarà comunque quella di “moltiplicarsi” (cosa che le bestie già fanno). L’importante però è  “il modo” ed il tempo.

Lucifero (l’angelo decaduto), la creatura più intelligente fino ad allora creata da Dio, l’essere più astuto, dopo avere osservato i due umani, decide che la donna è la più facile da sedurre. Va dunque da lei, in sembianze graziose, e, screditando Dio (“ha mentito, è geloso”), la induce in orgoglio e superbia: la persuade che ella può divenire simile all’Altissimo, può generare nuove creature e godere di sensazioni inenarrabili. Dalla Scrittura, si deduce chiaramente che si tratta di erotismo e sesso.


La donna infatti comincia ad esaminare i suoi organi sessuali, le zone erogene, comincia a provare godimento e, all’arrivo dell’uomo, con le note arti femminili, lo induce a compiere in pienezza il rapporto sessuale sì che poi “si accorsero di essere nudi e fecero delle cinture per coprirsi”. La scrittura tende a precisare che “non l’uomo, ma la donna ingannata prevaricò… l’uomo per compiacere la donna, commise il peccato”. Ciò non lo priva della sua responsabilità che rimane grande.

Ormai l’orribile colpa è compiuta. Ma anche se gli umani sembrano aver compreso il grave errore commesso, rimane il fatto che, tradendo il rapporto di fedeltà col Padre, rubandogli il diritto di decidere il momento ed il modo del connubio, si sono privati della “benedizione” per cui, quello che sarebbe stato un matrimonio sublimato dalla pienezza della Grazia propiziatrice di tutti quegli splendidi doni soprannaturali che l’Altissimo intendeva riversare su di essi perché potessero portare a compimento la grande missione, si è invece trasformato in un turpe “commercio  carnale” su base a animalesca, i due hanno scatenato i propri sensi sconvolgendo la mente ed il cuore. Così essi hanno perso la purezza che li faceva simili agli angeli (figure della Beata Vergine Immacolata), si sono abbrutiti, assumendo uno spaventoso veleno corrosivo, ovvero, contraendo un terribile virus spirituale, che interrompe quello straordinario canale di Grazia che li univa a Dio, rendendoli creature veramente eccelse. 


Il valore della purezza, dell’innocenza è qualcosa di inestimabile. Non per nulla Gesù, riferendosi al candore dei fanciulli, insegnava: “fatevi simili a loro se volete entrare nel regno dei cieli”. E, ovviamente, il fanciullo è anche umile, semplice, e in tutto si affida alla bontà dei genitori, in spirito di amore e di obbedienza.

Ormai dovranno passare migliaia di anni prima che si compia l’opera della redenzione, quando cioè, con il Sacrificio di Cristo sulla croce e l’istituzione dei SS. Sacramenti, l’uomo può riacquistare la Grazia perduta e guadagnare la dignità di figlio di Dio. Ormai è la “creatura nuova” cui Paolo dice: “Siate santi, perché Santo è il Padre vostro che è nei cieli”.

Don Manlio