Questo articolo è stato già letto900 volte!

  

Sento nel profondo del mio cuore serenità e pace. Per questo rendo lode e grazie al Signore, per quello che ha compiuto per noi, suoi figli, sacrificando la Sua Perla preziosa, il Suo amato Figlio: Joseph Ratzinger, Benedetto XVI.


Ero in pullman, stavo rientrando a L’Aquila da Giulianova, quando la notizia delle dimissioni di questo grande uomo e grande Pontefice mi ha raggiunto, tramite un sms inviatomi da una mia Amica, Valentina V., che diceva: “Don ha sentito la tv? Il Papa lascia il 28..” Io ero incredulo e titubante ma, allo stesso tempo, conoscendo Vale e sapendo che non è una persona capace di scherzare su argomenti di questo genere, ero sicuro della veridicità di quel messaggio.


Mentre stavo meditando sul contenuto di questo sms, l’autista del pullman, che non mi conosceva e che neanche io conoscevo, probabilmente intuendo che sono un prete, mi ha invitato a andare davanti e mi ha detto: “Padre, ho sentito su Radio Maria una cosa che mi ha sconvolto! Il Papa s’è dimesso!”. Ci siamo guardati tutti e due negli occhi; mi veniva da piangere, ma non lo potevo fare perché dovevo dare a questo autista un segno di fiducia in Maria. Nel nostro sconvolgimento ci raccontammo a vicenda la nostra storia e il nostro cammino di fede. Questa condivisione aiutò entrambi a dire SI a Maria! Dobbiamo andare avanti! Lei è con noi!


Scesi dal pullman, ci salutammo affettuosamente condividendo il dolore che portavamo nel cuore. Da quel momento mi assalirono tante domande e preoccupazioni circa il perché di questo gesto così forte, così spiazzante in un momento tanto difficile come questo! Rientrai nel mio Villaggio e andai direttamente in Chiesa senza fermarmi a casa mia, esposi il Santissimo, mi prostrai per terra in adorazione, domandandoGli forza e coraggio.


Immediatamente sentii nel mio cuore che in momenti come questo, bisogna ripartire dall’Eucaristia per poter ritrovare la fratellanza e la condivisione. Sentii che solo L’Eucaristia può aiutarci a vivere e a comprendere realmente quello che è successo. Quando i miei parrocchiani cominciarono ad entrare per il Rosario e la Santa Messa, vedendomi in adorazione, si misero in adorazione anche loro recitando la Coroncina della Divina Misericordia.


Visto che ero ancora molto scosso per via della notizia, la Santa Messa diventò un’occasione per dire: “Ripartiamo dall’Eucaristia per ricevere il conforto di Gesù, che nell’annunciare “Questo è il Mio Corpo e il Mio Sangue”, vuole essere una Presenza sicura per noi in ogni momento”.


Un po’ di luce cominciò ad arrivare quando ascoltai i commenti dei nostri vescovi che sottolineavano “il grande gesto, umile e libero” da parte del Papa. Io, sentendo anche direttamente le parole del Santo Padre, ho capito di avere di fronte un uomo che aveva preso una decisione “libera davanti a Dio e davanti all’uomo”. Capivo il grande gesto eroico, umile e coraggioso da parte Sua, ma dentro di me, ero ancora insoddisfatto perché il Papa è il Vicario di Cristo!


Cosa avrebbe indotto il Papa a fare questo gesto in questo momento cosi difficile e sconvolgente? Chi è colui che mi può dare la giustificazione di quello che è realmente successo? Solo Dio può farlo! Solo Dio può dire a che cosa serve questo gesto compiuto da Joseph Ratzinger: l’uomo e sacerdote che Lui ha cambiato in Benedetto XVI! Ho chiesto questa giustizia al Signore e Lui oggi, Mercoledì delle Ceneri, primo giorno della Quaresima del anno 2013, mi ha risposto.


Oggi, ho capito che il Signore, nella Sua grande bontà e misericordia, vedendo il mondo sconvolto e senza via di uscita, sapendo che tutto è nelle Sue Sante Mani e che nulla è impossibile a Lui, ha deciso di sacrificare Joseph Ratzinger, l’umile Servo della Sua Vigna. Il Signore ha sacrificato e ha offerto Benedetto XVI, ha pagato un prezzo molto alto affinché il mondo trovasse la via d’uscita da un momento così grave per l’umanità intera.


Papa Ratzinger, ha letto e ha capito quello che gli chiedeva il Signore e, da uomo docile e sottomesso al Suo Dio, non ha esitato a consegnare se stesso nelle Sue mani dando il suo SI, permettendo al Signore di usarlo come Lui desiderava.

Il Signore, invitando questo suo servo a ritirarsi dall’Ufficio che Lui stesso gli ha affidato, ha risposto a ciò che l’umanità Gli chiedeva. Ha sacrificato il migliore dei Suoi figli, ha donato la Perla più preziosa che c’è come offerta, perché il mondo torni a vivere e a sperare! Come sappiamo, Dio dona sempre se stesso nella persona di Gesù, come sacrificio per salvare l’umanità, lo ha fatto anche ora, nella persona di Joseph Ratzinger che Lui stesso ha chiamato per essere Cristo in terra. (Continua)


Don Gaetano