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Trentesimo giorno

MEDITAZIONE SU MARIA ADDOLORATA – Sono tre i dolori che fanno soffrire maggior­mente Maria. Il primo dolore è la perdita del Figlio innocente. Vedere il suo Gesù inchiodato in croce, fra due malviventi, fino a morire dissanguato e di­sprezzato da tutti. E pensare che, nonostante il gran­de sacrificio, noi cristiani vogliamo ugualmente per­derci. A cosa è servito?

Il secondo dolore è vedere che il sangue di suo Figlio non solo è stato versato inutilmente per tanti uomini, ma sapere che quel sangue sarà la loro con­danna. Sapere che quel sangue costituirà l’accusa e la punizione di tanti cristiani, anche loro suoi figli. Perdere Gesù e non salvare noi; anzi sapere che questo provocherà una condanna più dura. Maria è davvero una madre sconsolata.

Il terzo dolore è rendersi conto che noi cristia­ni, oltre a non capire e a non apprezzare il sacrificio di suo Figlio, ne abusiamo. Per assurdo, si potrebbe dire che se il Signore non fosse morto per noi, forse saremmo più controllati. Invece commettiamo il pec­cato con leggerezza proprio per la fiducia che abbiamo in quel sangue: continuiamo nel male fino alla morte, nella speranza che quel sangue alla fine ci salverà. E ci sono poi quei cristiani che vanno anco­ra oltre, e lo disprezzano, lo bestemmiano, lo male­dicono. Maria è una madre proprio infelice, e noi siamo così insensibili da non provare compassione.

Contempliamo Maria sul Calvario. Tutta la sua vita è stata un martirio, per il pensiero delle soffe­renze che si dovevano abbattere su suo Figlio; ma là, sul Calvario, il suo dolore passò ogni limite. La chie­sa la chiama Regina dei martiri, perché ha sopporta­to tutti i dolori, nel corpo e nello spirito. Maria ha sofferto ed ha accettato di soffrire per il bene del genere umano, ed è stata associata alla passione di Gesù, diventando così nostra corredentrice. Com’è possibile non essere riconoscenti alla Madonna?

Impariamo anche da Maria addolorata a soppor­tare con coraggio il dolore e le avversità della vita. Ai piedi della croce, la Madonna ha sofferto con calma e coraggio: chiusa nel suo dolore ha adorato la volontà di Dio e ad essa si è sottomessa. La pa­zienza calma del dolore santifica il corpo e lo spirito. Invochiamo l’Addolorata che ci aiuti a conquistare una virtù così necessaria. E quando incontriamo la sofferenza, guardiamo Maria ai piedi della croce per riceverne conforto e coraggio.

ESEMPIO.

I Sette santi Fondatori – Era il 15 agosto 1233 quando la Madonna appar­ve a sette nobili fiorentini, appartenenti alla Confra­ternita dei Laudesi. Dopo averli lodati per la pietà e la devozione che le mostravano, aggiunse che sareb­be stata ancora più contenta se avessero condotto una vita più ritirata e austera.

Incoraggiati dalle parole della Vergine, i sette no­bili abbandonarono tutti gli averi e si ritirarono sul monte Senario, per dedicarsi alla penitenza e alla meditazione delle verità del Vangelo. Un venerdì santo, quando si trovavano in cappella a riflettere sui dolori di Cristo e di sua Madre, a quei santi uomini apparve ancora la Madonna, tutta vestita di nero e con il volto addolorato.

Dopo aver manifesta­to il suo tormento perché gli uomini erano tanto ingrati da dimenticare le sue sofferenze ai piedi della croce per la loro salvezza, disse loro: “Andate, andate fra la gente e ricordate a tutti quanto ha sofferto il mio cuore per gli uomini. Per attirare l’attenzione e raggiungere più facilmente il vostro scopo, cambiate i vostri abiti e indossate quelli del dolore e del lutto. Ubbidienti ai suggerimenti della Madonna, i sette nobili chiesero a papa Innocenze IV di approvare la loro unione e la loro missione che intendevano svol­gere sotto il nome di Servi di Maria. Il papa accolse la richiesta, e i sette fiorentini andarono per tutta l’Italia a predicare la passione di Gesù e i dolori di Maria.

Il loro impegno non era tuttavia ancora soddi­sfatto. Passarono le Alpi, si diressero in Francia, in Germania, in Polonia, dove propagarono la devozio­ne ai dolori di Maria con la parola ma ancor più con l’esempio della vita. E la Madonna ricompensò il loro amore, li riempì di grazie e di benedizioni, e in punto di morte fu accanto a ognuno di loro.

I Sette santi Fondatori ci insegnano che la devo­zione all’Addolorata consola, santifica e ottiene la grazia di una morte santa. Amiamo anche noi l’Ad­dolorata, meditiamo sui suoi dolori, e lei consolerà le nostre pene, darà pace al nostro cuore afflitto e ci assisterà nel momento più delicato della vita, cioè in punto di morte.

FIORETTO

Recitiamo, in ginocchio, sette Gloria al Padre ri­cordando i sette dolori di Maria.

GIACULATORIA

Con te sul Golgota – al Figlio accanto voglio rimanere – col cuore in pianto.

PREGHIERA

O Maria, madre addolorata, che tanto hai soffer­to per noi ai piedi della croce, per il tuo dolore intercedi per noi e ottieni il perdono dei peccati e la grazia di non offendere più il Signore Gesù, nato da te sulla terra e morto davanti a te per la nostra salvezza. Amen.