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OBBEDIENZA: VIRTÙ’ E VOTO

L’obbedienza, come virtù, è doverosa per tutti i cristiani, i quali devono obbedire a Dio, ai Comandamenti, al Papa, al Confes­sore, allo Stato nelle sue giuste leggi, ai familiari, alla propria coscienza illuminata dalla fede, alle buone ispirazioni. Obbedire così, significa fare la volontà di Dio, cosa indispensabile per la salvezza dell’anima e per avere la pace del cuore. Il sommo Poeta scrive: “In la sua voluntate è nostra pace!”

Giova riflettere che tutti i cristiani, vogliano o non vogliano, un giorno faranno i loro voti. Quando? All’istante della morte. Infatti, non porteranno davanti a Dio né i loro beni terreni, né il loro corpo mate­riale, né la loro volontà che si uniformerà alla volontà di Dio. L’obbedienza, come voto, impegna le persone consacrate, ossia i Religiosi, a immergersi con gioia nella volontà di Dio rinun­ciando alla propria volontà: è la rinuncia più grande, più liberante, più meritoria e più santificante.

Il celebre R Marmion afferma: “Dopo la S. Messa non vi è atto più gradito a Dio dell’oblazione che si fa con la professione religiosa (me­diante l’emissione dei voti di povertà, castità e obbedienza). Non vi è stato di vita più prezioso agli occhi di Dio di questo in cui si trova un’anima determinata a rimanervi costantemente fedele” (Cristo, ideale del monaco).

Chi obbedisce ai Superiori obbedisce a Dio. S. Paolo af­ferma: “Non vi è potere se non da Dio. Chi resiste al potere, resiste alla volontà di Dio” (Romani 13,1-2). Obbedirai al Superiore, anche se questi fosse cattivo, nevrastenico, perché egli rappresenta il Signore.

Gesù ha obbedito al Padre obbedendo perfino alla volontà mal­vagia e perfida di uomini come Filato, Anna, Caifa ecc., anche quando costoro gli comandarono di sottoporsi alla flagellazione e crocifis­sione. E raccomandò agli ebrei di obbedire agl’ipocriti Scribi e Farisei dicendo: “Fate quello che dicono, non fate quello che fanno”.

S. Giovanni della Croce afferma: “L’obbedienza è un sacrificio più accetto a Dio che tutte le penitenze corporali”. Papa Giovanni XXIII aveva questo motto: “Obbedienza e pace!” S. Agostino ripeteva: “L’obbedienza è la madre della felicità”.

P. Crispino Lanzi