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OBBEDIENZA

LA VIRTÙ-CARDINE DI TUTTI I SANTI

I Santi sono diventati tali perché furono obbedienti in sommo grado. Qualche esempio. S. Francesco d’Assisi era obbedientissimo al Papa, ai Vescovi, ai Sacerdoti e a tutti i Frati. Rinunciò all’ufficio di Superiore dell’Ordine da lui fondato e volle un Guardiano cui obbedire. Nei viaggi, sempre prometteva obbedienza al Frate che lo accompagnava. Ripeteva: “Sono disposto ad obbedire a un novizio da un’ora come al Frate più vec­chio” (cf.FF. 1106).

S. Veronica Giuliani, Clarissa Cappuccina, aveva una forte tendenza naturale a comandare. In casa sua, ancor fanciulla, comandava a bac­chetta. Lei stessa scrive: “Ero di testa dura, la volevo sempre vinta e ci riuscivo. Nessuno era capace di dominarmi. Io dominavo su tutti. Le mie sorelle maggiori mi obbedivano come se fossi stata il capo di casa. Ebbene, fattasi suora, diventa obbedientissima.

Nel suo Diario, quasi in ognuna delle 22.000 pagine, fa grandi elogi dell’obbedienza. Ecco qualche frase: “L’obbedienza è la voce del divino volere … Vivere in obbedienza e per obbedienza!… Camminare sotto la santa obbedienza … Essere in atto continuo di obbedienza… Essere la stessa obbedienza … Non vorrei avere nemmeno un pensiero se non per obbedienza… Ob­bedienza non solo alla Supcriora, ma a tutte … Vivere e morire per obbedienza… Obbedire in vita, in morte e dopo morte”.

Esempio. Il B. Pietro Cattaneo, dottore, primo Vicario dell’Ordine francescano, fu umile eobbedientissimo in vita e dopo morte. Presso la sua tomba alla Porziuncola, il grande afflusso della gente che otte­neva molti miracoli, era una distrazione per i Frati, perciò S. Fran­cesco ad alta voce disse: “Frate Pietro, tu mi fosti sempre obbediente in vita, devi essere obbediente anche ora. Ti comando dunque per santa obbedienza che tu cessi di fare i miracoli”. I miracoli cessarono per Sempre (“Cronaca dei Ministri Gen.” 1224).

S. Francesco di Sales ti esorta: “Obbedisci con dolcezza, con pron­tezza, con gioia, soprattutto con amore verso Colui che, per amore nostro, si è fatto obbediente fino alla morte di Croce eche preferì rìnunziare alla vita piuttosto che all’obbedienza” (Filotea).

P. Crispino Lanzi