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Gli anziani nella Sacra Scrittura
” La giovinezza e i capelli neri sono un soffio “, osserva Qoelet (11, 10). La Bibbia non si esime dal richiamare l’attenzione, talora con schietto realismo, sulla caducità della vita e sul tempo che scorre inesorabilmente: ” Vanità delle vanità […] vanità delle vanità, tutto è vanità ” (Qo 1, 2): chi non conosce il severo ammonimento dell’antico Sapiente? Lo comprendiamo specialmente noi anziani, ammaestrati dall’esperienza.
Nonostante questo disincantato realismo, la Scrittura conserva una visione molto positiva del valore della vita. L’uomo resta sempre fatto a ” immagine di Dio ” (cfr Gn 1, 26) ed ogni età ha la sua bellezza e i suoi compiti. L’età avanzata trova, anzi, nella parola di Dio una grande considerazione al punto che la longevità è vista come segno della benevolenza divina (cfr Gn 11, 10-32). Con Abramo, uomo di cui viene sottolineato il privilegio dell’anzianità, questa benevolenza assume il volto di una promessa: ” Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò ed in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra ” (Gn 12, 2-3). Accanto a lui c’è Sara, la donna che vede il proprio corpo invecchiare, ma che sperimenta nel limite della carne ormai sfiorita la potenza di Dio che supplisce all’umana insufficienza.
Anziano è Mosè, quando Dio gli affida la missione di far uscire il popolo eletto dall’Egitto. Le grandi opere che per mandato del Signore egli compie in favore di Israele non occupano gli anni della giovinezza, ma della vecchiaia. Tra altri esempi offerti da anziani, vorrei citare la vicenda di Tobi, il quale con umiltà e coraggio si impegna ad osservare la legge di Dio, ad aiutare i bisognosi, a sopportare con pazienza la cecità fino a sperimentare l’intervento risolutore dell’angelo di Dio (cfr Tb 3, 16-17); ed ancora quella di Eleazaro, il cui martirio è testimonianza di singolare generosità e fortezza (cfr 2 Mac 6, 18-31).
Anche il Nuovo Testamento, pervaso dalla luce di Cristo, annovera eloquenti figure di anziani. Il Vangelo di Luca si apre presentando una coppia di coniugi ” avanti negli anni ” (1, 7): Elisabetta e Zaccaria, genitori di Giovanni Battista. Verso di loro si rivolge la misericordia del Signore (cfr Lc 1, 5-25.39-79): a Zaccaria ormai vecchio viene annunciata la nascita di un figlio. Egli stesso lo sottolinea: ” Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni ” (Lc 1, 18). Durante la visita di Maria, l’anziana cugina Elisabetta, piena di Spirito Santo, esclama: ” Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo ” (Lc 1, 42) ed alla nascita di Giovanni Battista, Zaccaria intona l’inno del Benedictus. Ecco una mirabile coppia di anziani, pervasa da profondo spirito di preghiera.
Nel tempio di Gerusalemme Maria e Giuseppe, che vi hanno portato Gesù per offrirlo al Signore, o piuttosto, secondo la Legge, per riscattarlo come primogenito, incontrano il vecchio Simeone, che a lungo aveva atteso il Messia. Prendendo il Bambino tra le braccia, egli benedice Iddio e prorompe nel Nunc dimittis: ” Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace… ” (Lc 2, 29).
Accanto a lui troviamo Anna, vedova di ottantaquattro anni, frequentatrice assidua del Tempio, che nell’occasione ha la gioia di vedere Gesù. Nota l’Evangelista che ” si mise a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme ” (Lc 2, 38).
Anziano è Nicodemo, stimato componente del Sinedrio. Egli si reca di notte da Gesù per non dare nell’occhio. A lui il divin Maestro rivela di essere il Figlio di Dio, venuto a salvare il mondo (cfr Gv 3, 1-21). Ritroveremo Nicodemo al momento della sepoltura di Cristo, quando, portando una mistura di mirra e di aloe, vincerà la paura e si manifesterà come discepolo del Crocifisso (cfr Gv 19, 38-40). Quali confortanti testimonianze, queste! Ci ricordano come in ogni età il Signore chieda a ciascuno l’apporto dei propri talenti. Il servizio al Vangelo non è questione di età!
E che dire dell’anziano Pietro, chiamato a testimoniare la sua fede con il martirio? Gli aveva detto un giorno Gesù: ” Quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi ” (Gv 21, 18). Sono parole che, in quanto successore di Pietro, mi toccano da vicino e mi fanno sentire forte il bisogno di tendere le mani verso quelle di Cristo, in obbedienza al suo comando: ” Seguimi! ” (Gv 21, 19).  (Continua)
Giovanni Paolo II