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“ TI CHIEDO UN SALUTO. “


T’incontro, mi vedi, mi schivi,

vorrei parlarti, ma tu nulla chiedi.

Perché butti all’aria i giorni giocondi!

Abbiamo condiviso persino gli affanni,

valeva la pena di diventar grandi?

Non conoscevamo un mondo ribelle,

i semplici giochi creati dal nulla,

ci fecero amare la culla di vimini

in miniatura, il rocchetto di legno, la spola,

il coperchio di latta per comunicare,

senza mai lamentele.

E la scuola? La storna cavalla

di un grande poeta,

mise alla prova la tua memoria.

La storia aveva poca importanza,

bastava ascoltare chi la leggeva.

Le tabelline da ricordare,

sulle dita contate per non sbagliare

e le bravate oltre il cortile, i salti dei fossi,

da una riva all’altra, i tonfi sull’acqua.

Il mancato equilibrio sull’orlo di un ponte,

chi ti custodiva… doveva essere forte,

il crescere in fretta nessuno ha deluso.

Ricordo i giorni trascorsi insieme,

il tempo è passato,

perché non volerci un po’ di bene?

Ti chiedo un saluto, allunga la mano,

come hai potuto dimenticare.

                                                       Mery Turcato.