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Nel corso della sua “vita pubblica” Gesù opera grandissimi miracoli (restituisce la vista ai ciechi, fa udire i sordi, ridona la parola ai muti, fa camminare gli storpi ed i paralitici, guarisce perfettamente i lebbrosi, libera gli uomini posseduti dal demonio, resuscita i morti (anche sepolti da più giorni). Ancora: moltiplica pani e pesci, cammina sulle acque, consola gli afflitti, riporta la pace nei cuori, dona la speranza a chi l’ha perduta, riporta sul sentiero della fede molti che l’hanno smarrita, insegna a tutti la misericordia e il perdono illimitato. Durante i tre anni della sua “vita pubblica”, istruisce e forma in maniera particolare Apostoli e Discepoli, così da renderli idonei a continuare la Sua missione. Conferisce a Pietro il Primato Apostolico, istituisce l’Eucaristia, raccomanda l’umiltà, l’accoglienza verso tutti, la piena fiducia in Lui ed in Colui che lo ha inviato.

 Terminata la predicazione evangelica, si prepara alla sua più grande Missione, quella che solo il Figlio di Dio poteva compiere: restituire all’umanità lo stato di Grazia che essa aveva perduto con il Peccato Originale.

Come sappiamo, “le azioni” valgono per quanto vale la persona che le fa e per quanto vale la persona che le riceve. Il disprezzo di Dio, da parte dei nostri progenitori, con l’atto di disobbedienza alla Sua legge di giustizia e di amore, costituiva un’offesa di valore infinito e, quindi, una colpa di infinito valore. A tale colpa doveva corrispondere una pena di pari gravità: La perdita del Paradiso. Ma Dio, Creatore e Padre amoroso, permette l’Incarnazione e, quindi, “l’unione ipostatica” della divinità con l’umanità. Nel Cristo, infatti, sono presenti le due nature: quella umana (Gesù ha vera carne e sangue come tutti noi) e quella divina (“…Io sono nel Padre e il Padre è in Me. Chi vede Me, vede il Padre…”). Cristo, dunque, si offre ai suoi nemici che, dopo orribili torture, pazientemente sopportate, lo inchiodano alla croce, fino alla sua morte. Con questo sacrificio Gesù, vero uomo, in cui è però presente la Persona divina che dà “valore infinito” all’azione compiuta,  paga il debito che l’umanità aveva contratto con il suo creatore e soddisfa così la giustizia divina. L’uomo può riconciliarsi con Dio, vivere nella Sua Grazia e ritrovare la strada del Paradiso.

Deposto nel sepolcro, Gesù vi rimane per tre giorni, poi, sotto gli occhi atterriti delle guardie che lo sorvegliavano, un angelo abbatte la pesantissima pietra sepolcrale e Gesù, glorioso e trionfante, risorge. Nel corso di quaranta giorni appare a numerose persone, specialmente agli Apostoli ed ai Discepoli che provvede a confermare nella fede.

Don Manlio