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“Mi auguro che il Signore stia già lavorando nella vita di ciascuno di noi, nei nostri cuori, e che attraverso la potenza di questo Spirito, stia davvero chiamando alla conversione.


Sentivo lo Spirito scendere con forza sopra questa assemblea.. e tutte le volte è fondamentale abbandonarsi allo Spirito Santo, perché se non ci abbandoniamo, lo Spirito non può lavorare in noi, non può fare nulla nella nostra coscienza. Sant’Agostino diceva: “Il Signore ti ha creato senza di te, senza il tuo aiuto, ma non ti può salvare senza di te”.


E’ importante collaborare a questa chiamata alla conversione e che il nostro cuore sia aperto, perché il Signore stamattina ti sta dando un’altra possibilità per convertirti. Noi stiamo vivendo questo tempo di prova e non sappiamo quanto tempo ci darà ancora il Signore, quante preghiere, quanti ritiri spirituali ci concederà ancora nelle stelle di Maria, però è importante che ogni incontro lo viviate come una chiamata forte alla conversione, non come un’abitudine o come un ritiro uguale agli altri, ma come una nuova chiamata alla conversione.

In altre parole, Gesù Cristo in quest’assemblea sta passando con il suo Spirito e ti chiama alla conversione, a cambiare vita.  Allora cos’è importante oggi? E’ importante che il tuo cuore possa essere aperto a questa parola, perché il Signore ti parla nella misura in cui tu apri il cuore alla croce di Cristo e ti converti, cambi vita e la tua vita diventa una nuova vita, una sua immagine, perché prendi la sua natura, assumi quest’Amore, l’Amore ai nemici, ai persecutori, alla croce.


La croce spaventa tutti, spaventa me, te, chiunque. Gesù Cristo nell’orto Gestsèmani ha detto: “Padre passi da me questo calice, ma sia fatta la tua volontà“. Lì ha avuto paura anche Lui, però ha detto: “Sia fatta la tua volontà“.


Vedete dove sta la conversione? Nell’abbandono, nel fatto che oggi tu senti nel tuo cuore una spinta dello Spirito Santo e ti abbandoni a quella spinta, senti un moto, un movimento dello Spirito che ti chiama alla conversione, a cambiare vita, a portare la croce e tu lo segui.


Questo vuol dire che oggi esci da una idolatria, dall’idolatria di te stesso, dalla immagine che ti sei fatto di te stesso, del tuo orgoglio, della tua superbia, dei tuoi peccati, del tuo voler essere sempre considerato, sempre al centro, del tuo attaccamento ai vizi, ai soldi, al sesso, al successo, al potere, alla droga, all’alcool, alla carriera, al lavoro; cioè questa mattina si avvera in te quella parola di San Paolo che dice: “Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me“.


don Massimiliano Pusceddu